Storia della moda

Da quando esiste l'uomo (e la donna) esiste la moda. La moda ha determinato non solo l'evoluzione dei costumi ma anche cambiamenti politici: basti pensare alla rivoluzione dettata, negli anni '60, dalla minigonna o dalla moda hippy negli anni '70. La moda come espressione di sè, del proprio stile di vita, del proprio universo culturale e valoriale, o come motivo per identificarsi e sentirsi appartenenti a un gruppo.

La moda ha origini antichissime, dunque. Nasce già all'epoca dei Greci, dei Romani e degli Etruschi. In quei tempi, l'abbigliamento era semplice e simile quasi per tutti: un chitone, che i romani chiamavano tunica, legato sulle spalle da spille dette fibule e in vita da una cintura. Le donne indossavano anche il peplo, cioè una mantella ripiegata dall'alto fino in vita. Gli schiavi indossavano vesti corte per distinguerli dai ricchi, con vesti lunghe e ben curate, pulite, e bardate di porpora per i senatori, bianche per chi aveva incarichi politici o ornate di ricami preziosi per i ricchi, gli aristocratici e le donne. Solitamente in lana o lino, erano abiti portatori di una sobria e raffinata eleganza. Con l'evoluzione dei tempi, sono state introdotte anche le maniche delle tuniche: questo soprattutto per l'uso che ne veniva fatto negli ambienti religiosi, data la grande importanza del Cristianesimo, e per il comune pensiero che voleva la donna coperta per evitare pensieri impuri. Solo nel Medio Evo è stata introdotta la biancheria intima: grandi mutande fino al ginocchio, camicie al posto delle attuali canottiere intime, calze pesanti. Insomma, si era sempre ben coperti! Data poi la mancanza dei vetri alle finestre, era di uso - per chi poteva permettersela - una pelliccia, introdotta proprio in questi anni.

Nel '200, si iniziano ad utilizzare anche brache, corte e larghe, da uomo. Si introducono anche i bottoni per tenere i lembi degli abiti più accostati al corpo, il farsetto per l'uomo e lo strascico per le donne. D'obbligo la cuffia per celare i capelli femminili. È nel '300 che gli abiti da uomo e da donna si diversificano. Le brache maschili si accorciano e scoprono le gambe, coperte da lunghe calze che fungevano anche da scarpa, il tutto bicolore spesso per motivi politici. Nel '400 ritornano i busti femminili. Gli uomini indossavano calzebraghe aderenti. Solo chi rivestiva incarichi importanti manteneva l'uso della veste lunga. Nel '500 scompaiono le scollature a favore delle gorgiere e tornano sottogonne ampie e celanti.

Nel '600, i busti e le gorgiere non facilitavano i movimenti, e questo serviva per marcare la differenza fra classi sociali, anche grazie agli abiti cosparsi di gioielli e gemme. Verso fine secolo, con l'influenza francese, tornano le scollature e abiti più sciolti, ricchi, decorati e preziosi. La moda uomo ha una novità: la marsina, cioè una giacca lunga fino a metà gamba, con gilet e brache fino al ginocchio, portate con calze e magari con cravatta, di mussola e pizzo. Arrivano anche le parrucche incipriate e i nei di seta da incollare in diverse posizioni del corpo, secondo il messaggio che si voleva comunicare. Nel '700 gli abiti si fanno sempre più ricchi e decorati: le donne hanno delle sottogonne rigide con stecche di balena per allargare l'abito e si inizia a giocare col trucco (anche per gli uomini) e acconciature persino stravaganti.

Nell''800 è l'abbigliamento maschile a subire una rivoluzione: tutto si fa più rigoroso e morigerato. Si diffonde il frac, dapprima per andare a caccia e poi utilizzato come abito quotidiano cambiando nome in finanziera. Il tutto era corredato da cravatte di stoffa, le quali seguivano precise regole per i nodi, i colori, le dimensioni; e poi guanti, acconciatura. Elemento comune per quanto riguarda l'abbigliamento femminile era un cappotto con taglio alto al busto, molto comodo anche per i larghi abiti e le crinoline delle signore. Proprio le signore erano costrette in strettissimi busti che dovevano fare il "vitino di vespa" e sostenere la colonna vertebrale. In realtà, causavano anche dolore. Se le signore erano morigerate, non altrettanto erano le cocottes nelle case di tolleranza. Furono proprio queste a dettare molte mode, soprattutto nei modi di vedere la figura femminile. Ogni signora invece doveva disporre di un abito adeguato per ogni occasione o momento della giornata. Deve arrivare il '900 per tornare all'austerità nei costumi ricchi e preziosi, e per scoprire parti del corpo nascoste da secoli. Sempre questo secolo arrivano poi alcuni degli stilisti giunti per fama fino a oggi: Chanel, Vuitton.è la Francia a dettare le regole, ormai da secoli, nella moda e seguita subito dopo dalla ricercatissima moda made in Italy. Simboli di eleganza e sobrietà hanno ispirato milioni di stilisti e possedere un loro abito è il sogno di molte ragazze. E adesso? La moda è ovunque, anche in chi dice di non seguirla.